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L'Atletica e l'Arte o l’Atletica è Arte?

Storia dell’Arte in Atletica.

Le rappresentazioni sportive nell’arte che risalgono alla preistoria sono spesso amalgamate con il concetto della guerra o della caccia. Solo nelle raffigurazioni greche si vede il trionfo dell’armonia nei corpi degli atleti, ad esempio i bronzetti del Corridore di Tubinga (480-460°) due velocisti nel momento della partenza che ancora avveniva in piedi, il Discobolo di Mirone conservato al museo Nazionale Romano a Roma, scolpitura di un lanciatore del disco.

La civiltà romana con l’alta specializzazione e il conseguente sviluppo abnorme di un solo gruppo muscolare dell’atleta, portò quest’ultimo al dislivello delle proporzioni corporee, tanto che Galeno (129-201 d.C.) medico di Pergamo vede la grande massa di carne e sangue che caratterizza la fisicità dell’atleta una sorta di letamaio nel quale l’anima finisce per annegare.

L’apostolo Paolo scrivendo ai cristiani di Corinto disse:” Ora, chiunque partecipa a una gara si padroneggia in ogni cosa. Naturalmente quelli lo fanno per ottenere una corona che si deteriora, ma noi per una che non si deteriora.” (1 Corinti 9:25). La metafora è tra gli atleti impegnati nei giochi Istmici del 51 E.V, che facevano una vita priva dei piaceri del vino, dell’eros e si alimentavano con moderazione per ottenere la vittoria nelle gare, e i veri cristiani che allora come adesso conducono una vita da asceti per essere approvati da Dio.

Nell’Ottocento ci fu un ritorno al modello greco, nell’era moderna lo sport è ormai diventato di massa. Tra le opere contemporanee ricordiamo il Centometrista di Arturo Martini (1889-1947) e le statue dello stadio dei Marmi costruite sotto la dittatura fascista.

L’essenza dell’Arte.

L’Arte è l’espressione di sentimenti, stati d’animo, che l’artista vuole comunicare e lo fa tramite una tela, un marmo, una roccia o con il suo corpo aggraziato. L’atleta trasmette nel cuore dello spettatore le proprie emozioni in movimento, siano rabbia o delusione per una caduta e la sconfitta, sia la gioia di tagliare per primo il traguardo. Le impressioni che suscitano un quadro o una statua sono scaturite dall’anima stessa di chi osserva l’opera, pertanto cambiano secondo chi lo analizza.

Attraverso l’arte, dobbiamo impegnare la nostra anima a dare una nuova forma e un nuovo significato alla Natura, cioè al mondo. Un buon artista è in grado di far rispecchiare la sua vitalità creativa nella vita reale, afferrando in tal modo l’arte del vivere e divenendo una luce per coloro che non sanno la via da intraprendere.

Il David di Michelangelo per esempio rappresenta la perfezione delle forme nella prospettiva, la stessa eccellenza che cerca l’atleta nel suo gesto sportivo. Allo stesso tempo il soldato Davide fu un profeta convinto della grande forza che gli dette Dio e che gli permise di uccidere un guerriero di oltre tre metri, con l’ausilio di una sola fionda.

In conclusione, ritengo che l’Atletica è davvero una forma di Arte, affinché il praticante la eserciti in modo completo deve incanalare le sue qualità come tenacia, spirito di abnegazione, nella vita diventando un esempio per coloro che purtroppo nelle ultime generazioni, sono privi di qualsiasi forma di autocontrollo o meta significativa.

Articolo scritto da Di Sabbato Danilo.

Alcune citazioni a titolo di cronacasono tratte dalla Treccani http://www.treccani.it

Dal libro Striking Thoughts Edizioni Mediterranee.